Come creare un business di Ecommerce da zero in soli 3 giorni (Parte 1)

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Questo case di studio è stato realizzato da Shopify la società canadese che ha sviluppato l’applicazione di Ecommerce più diffusa oggi sul mercato.

Shopify è diventato il leader mondiale delle soluzioni di Ecommerce grazie alla sua facilità di impiego (specie se paragonata a mostri di complessità tipo Magento) e al fatto che ha creato una vera “piattaforma” con centinaia di applicazioni che aggiungono funzionalità.

Ci sono negozi online che usano Shopify che fatturano milioni di dollari al mese, ma è specialmente indicata per la piccola e piccolissima impresa perché offre una soluzione completa a poche decine di dollari al mese.

Shopify è una soluzione in inglese, ma esiste ora un corso in Italiano che si chiama Ecommerce Veloce e ti spiega passo passo come usarlo e come creare un business online con questo sistema.

Un caso studio “americano” di Ecommerce, ma utile in tutto il mondo

La prima volta che ho letto (in inglese) questo caso di studio è stato nell’Estate del 2015 e ne sono rimasto impressionato.

E non tanto dalla parte “tecnica” relativa a Shopify (che è paradossalmente secondaria in questo esempio) quanto dall’esempio dettagliato di creazione di un business (e di una brand) con un prodotto da vendere online, partendo da zero e in 3 giorni.

Ecco perchè ho deciso quindi di usare questo esempio come primo articolo di “caso di studio” sull’Ecommerce per Guida Ecommerce.

Diciamo che questo è il “prototipo” di caso studio sull’Ecommerce che volevo trovare e presentarvi.

Inizialmente volevo presentare tutto il caso di studio, ma era veramente lungo, così ho preferito dividerlo in due parti. Oggi la prima.

NOTE

Riprenderò l’articolo originale traducendolo quasi letteralmente (comprese le immagini originali), lasciando anche parti che difficilmente si possono applicare nella realtà italiana (te lo segnalerò) perché comunque sono istruttive su come bisogna procedere nella creazione di un business online basato sull’Ecommerce.

Nell’articolo troverai anche link ad altri siti e pagine che c’erano nell’articolo originale. La pagine di destinazione sono in inglese, ma ho preferito tenerle per completezza.

E’ possibile che trovi alcuni termini che non conosci. Ti invito a cercare online le spiegazioni, ma penso che molti saranno spiegati in altri contenuti che metterò su questo blog.

Ecco il caso studio di Hello Matcha.

Hello Matcha: caso di studio

Tutto è iniziato con una sfida – costruire un business di ecommerce partendo da zero e vedendo quante vendite si potevano generare in tre giorni.

Per molti imprenditori di Ecommerce, creare il primo business può essere una cosa che spaventa. Sembra che ci siano centinaia di passi, scelte, strade per arrivare al traguardo anche solo di lanciare il tuo business online, per non parlare dei problemi di generare traffico e avere delle vendite.

Tuttavia, molto spesso il processo di creare e lanciare un business di Ecommerce porta a pensare troppo e alla “paralisi per analisi”. La verità è che costruire un business di Ecommerce può essere semplice – se vuoi che lo sia.

Quindi, non solo eravamo veramente eccitati da questa sfida che ci eravamo fatti da soli, abbiamo visto una grande opportunità di mostrare ad altri che costruire un Ecommerce non deve essere troppo complicato, costare molti soldi, comportare grandi rischi o richiedere un sacco di tempo.

In questo caso di studio, imparerai, passo-passo, esattamente come abbiamo deciso quale prodotto vendere, trovato il fornitore e venduto circa 1000 dollari di prodotto in soli tre giorni.

L’inizio

Nella maggior parte dei casi, ci vogliono un po’ di soldi per fare soldi. Abbiamo deciso di allocare $500 come capitale di startup. Una somma abbastanza modesta, ma comunque rispettabile, per lanciare il nostro business di Ecommerce.

Prima di partire noi del team (Richard, Tommy, Tucker e Mark) ci siamo seduti a tavolino per decidere le attività che dovevamo completare per lanciare il business.

Dopo una breve sessione di brainstorming, abbiamo deciso di completare queste attività:

  • Decidere cosa vendere
  • Selezionare un modello di business appropriato
  • Trovare un fornitore
  • Ordinare dei campioni di prodotto
  • Determinare il prezzo
  • Creare una brand
  • Creare il sito di Ecommerce (con Shopify)
  • Fare foto del prodotto
  • Creare contenuti del blog
  • Creare account di social media
  • Lanciare
  • Testare canali di marketing multipli
  • Mandare traffico in target
  • Vendere

Cosa vendere?

Poichè abbiamo scritto il libro su come trovare prodotti da vendere online, siamo naturalmente partiti da quello. E poichè avevamo solo tre giorni per realizzare tutto, abbiamo deciso di focalizzarci sul capitolo che tratta i prodotti in trend attuali.

I dieci prodotti elencati in quel capitolo erano un punto di partenza sensato. Abbiamo quindi analizzato ogni prodotto elencato in quel capitolo.

Dopo un po’ di discussione, abbiamo deciso che a tutti piaceva l’idea di vendere tè matcha —una polvere finissima di tè verde, prevalentemente coltivato in Giappone.

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Ecco la schermata del trend originale da Google Trends:

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Abbiamo scelto il tè matcha per queste ragioni::

  1. E’ in trend.
  2. E’ un prodotto abbastanza piccolo e facile da spedire.
  3. Di solito arriva in un barattolo di latta o in una busta richiudibile, che lo rende durevole nel trasporto.
  4. La domanda per il matcha è piuttosto stabile durante tutto l’anno.
  5. Il tè matcha è naturalmente un prodotto “consumabile” che porta a fidelizzazione del cliente e vendite ripetute
  6. Il matcha è un prodotto per appassionati di tè.

C’erano anche alcuni potenziali problemi e negatività che abbiamo subito notato:

  1. Matcha (nelle quantità che un cliente medio acquista) è un prodotto abbastanza di basso costo ($20-$30).
  2. Se sceglievamo il dropship, i nostri margini sarebbero stati più bassi e questo poteva essere un problema reale con un prodotto a costo basso.

Valutando questi pro e contro, abbiamo deciso che il tè matcha era comunque un grande prodotto da vendere online.

Tempo di iniziare a fare business.

Quale modello di business per questo Ecommerce

Il prossimo passo è stato decidere il nostro ecommerce business model.

C’erano un po’ di cose che sapevamo dall’inizio che hanno reso questa scelta più semplice. Sapevamo che poichè avevamo solo pochi giorni per creare questo business e vendere, dovevamo vendere direttamente al cliente finale invece che vendere all’ingrosso ad altri business.

Abbiamo anche deciso di fare dropshipping invece che produrre il tè per conto nostro. Sebbene produre il nostro prodotto avrebbe portato margini migliori, abbiamo deciso di fare dropshipping perché ci permetteva di far partire tutto velocemente, senza dover preoccuparci di gestire un magazzino.

Trovare il fornitore giusto

Per scegliere il fornitore, volevamo un dropshipper, che ci offrisse un servizio a basso costo, che ci desse il prodotto in private label (ovvero lasciarci usare il nostro brand name e etichetta sul loro prodotto) e che fosse affidabile e con bassi costi di consegna.

Per questi motivi, abbiamo iniziato una ricerca locale, nella nostra città. Semplicemente facendo una ricerca su Google con termini come “dropshipping tea toronto”, “wholesale tea supplier toronto” and “wholesale tea toronto” – abbiao trovato diversi risultati:

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Abbiamo mandato delle email ad alcuni dei primi risultati per vedere se erano interessati a lavorare con noi – sfortunatamente, ci siamo un po’ trovati in un vicolo cieco.

Abbiamo infatti scoperto che la maggioranza dei grossisti e fornitori che vendono tè vogliono tenere la loro brand e non vogliono offrire la possibilità di dare il prodotto in private label.

I fornitori locali puntavano più a lavorare con rivenditori che tenevano i loro prodotti in negozio o coffé shop o bar. Non quello che volevamo.

Abbiamo continuato la ricerca modificando i parametri di ricerca per renderli più specifici per quello che cercavamo.

I nuovi termini di ricerca sono stati “tea and coffee dropshippers”, “tea suppliers”, “white label tea”, “private rights tea”, “tea wholesalers” – e ovviamente i risultati ora erano veramente di tutto di più…

Non è facile trovare un fornitore. Dopo diverse email mandate e ricevute con molteplici fornitori ci hanno fatto capire che, nella maggioranza dei casi – nessuno voleva lavoare con noi a meno di non ordinare quantità minime.

E noi non potevamo garantire un ordine minimo perché stavamo appena partendo.

A questo punto abbiamo deciso di andare in profondità.

Arrivati alla pagina 10 dei risultati di Google abbiamo iniziato a essere un po’ scoraggiati. Ma una cosa che abbiamo trovato essere il modo migliore perché qualcuno ci prendesse sul serio è stato alzare il telefono e parlare con qualcuno.

E’ abbastanza intimidente dover parlare con qualcuno e sostanzialmente vendere al telefono il tuo business che non esiste – ma è di solito la cosa che funziona meglio e nel nostro caso ha infatti funzionato.

Dopo tutte le ricerche, alla fine abbiamo trovato un dropshipper che ci ha offerto tutto quello che chiedevamo.

Ci hanno offerto:

  • Basso costo per prodotto
  • Private label
  • Packaging
  • Bassi costi di spedizione all’interno degli USA

Una delle cose migliori di questo dropshipper è che chiaramente gestito da una persona che ci tiene al prodotto.

Erano disponibili a parlarci al telefono e via email ed erano veramente sul pezzo quando si trattava di rispondere alle nostre domande.

Nota: Abbiamo deciso di non divulgare il nome del dropshipper perché fa parte della promozione che facciamo con questo caso di studio (ndr: hanno regalato questo business a estrazione a un lettore).

Ordinato il campione e verificata la qualità

Prima di procedere, dovevamo avere alcuni campioni di prodotto da testare. Ovviamente, dovevamo provare il tè prima di venderlo, inoltre ne avevamo bisogno per fare le foto al prodotto. Così il fornitore ce l’ha spedito la mattina seguente.

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Purtroppo, spedirlo dagli USA al Canada (ndr: Shopify è a Toronto) ci è costato $30 a causa delle restrizioni di spedizione del dropshipper. L’altro costo di spedizione in Canada e in altri paesi fuori dagli USA ci ha fatto capire che saremmo stati limitati a vendere il prodotto solo negli Stati Uniti.

Appena ricevuto il campione, lo abbiamo testato in ufficio con diversi appassionati di tè e di matcha per avere la loro opinione. La reazione di tutti è stata assolutamente positiva.

Potevamo procedere.

Decidere il prezzo

Volevamo creare una brand abbastanza premium e perciò dovevamo prezzarla coerentemente. Abbiamo fatto un po’ di ricerche per vedere a quanto erano venduti prodotti simili. Il range di prezzo era $15–$30  per 30g di matcha.

Abbiamo deciso di fissare il nostro prezzo a $24.99. Il nostro costo era $10.25 per barattolo, quindi avevamo quasi il 60% di margine su ogni barattolo venduto. Nel mondo del dropshipping un margine del 60% è considerato decisamente alto.

Tenendo a mente differenti in mind different tattiche psicologiche di prezzo, sapevamo che la maggior parte dei consumatori associa prezzo con qualità. Il che lavorava a nostro vantaggio.

Creare e disegnare una Brand

Tenendo a mente il nostro prezzo premium e sapendo che c’è oggi un movimento verso lo stile di vita organico, puro, sano – sapevamo che il nostro negozio online e la nostra brand doveva riflettere questi concetti.

Abbiamo guardato a diverse brand e aziende “lifestyle” come SkinnyMe Tea, Lululemon e un po’ di account Instagram orientati al lifestyle.

Abbiamo visto alcuni punti in comune in termini di design e colore. Molto spazio bianco, font chiari e un copywriting che punta a comunicare il concetto di un “tu migliore”.

Ed è esattamente quello su cui alla fine ci siamo focalizzati – e, come vedrai tra poco, è stato comunicato con il testo e i contenuti di branding nel nostro sito Ecommerce.

Decidere il nome del Prodotto/Business

Per quanto riguarda il nome del prodotto e del business volevamo qualcosa di semplice e amichevole. Abbiamo deciso di provare alcuni generatori di nomi descritti in questo post, compreso quello offerto da Shopify.

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Dopo un po’ di brainstorming e dopo aver usato i diversi servizi, siamo arrivati a una lista di 12 possibili nomi:

  • Pure Matcha
  • Matcha Love
  • Zen Matcha
  • Official Matcha
  • Touch of Matcha
  • Taste of Matcha
  • Hello Matcha
  • Daily Matcha
  • Inspire Matcha
  • Matcha Lux
  • Dreaming Tea
  • Dreaming Matcha

Alla fine, abbiamo scelto Hello Matcha. Hello Matcha era semplice, amichevole, facile da ricordare ed era coerente con la brand che vlevamo costruire — inoltre il “.com” era disponibile.

Come creare un logo semplice ed efficace

Quando abbiamo dovuto creare il logo, volevamo qualcosa che comunicasse la brand “pulita”, “fresca” e “pura” che stavamo cercando di creare.

Se avessimo avuto tempo, avremmo considerato di usare un designer per aiutarci a creare il logo che volevamo per la nostra brand: sfortunatamente, non avevamo il tempo di fare così.

Nessuno nel team è un designer, ma sappiamo usare a livello base Adobe Photoshop — così abbiamo scelto un logo che usasse una singola font invece che un sacco di grafica.

Dopo un po’ di tentativi e valutazioni sulle possibili font, abbiamo completato il nostro logo.

Abbiamo usato una semplice font sans-serif font e una delle forme standard disponibili su Adobe Photoshop per la foglia di tè.

Il risultato finale:

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Niente di troppo complicato, ma comunicava bene quello che volevamo e funzionava bene in varie dimensioni. Era perfetto per noi.

Nota: Se stai iniziando, non hai Photoshop e vuoi creare il tuo logo fai-da-te, guarda questi generatori di loghi o alternative a Photoshop come Pixlr.
(ndr: Io per creare i loghi uso Powerpoint o anche l’applicazione per presentazioni presente in Drive)

Creare le etichette adesive

Il passo successivo è stato creare le etichette del prodotto. Ci sono voluti un po’ di tentativi. Poiché non spedivamo materialmente noi il prodotto, dovevamo essere sicuri che le etichette avessero la giusta misura, colore e fossero della più alta qualità possibile senza essere troppo costose.

Dopo aver parlato con il dropshipper, abbiamo avuto le dimensioni esatte, cosi abbiamo potuto iniziare il lavoro. Abbiamo provato diversi disegni in Photoshop, piuttosto semplici, ma efficaci.

Cose che volevamo nell’etichetta:

  • Logo
  • Istruzioni
  • I nostri account social media
  • Una massima sul vivere sano e il tè

Dopo circa 30 minuti, abbiamo creato alcune versioni:

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Eccole stampate su carta:

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E siamo stati tutti d’accordo nel scegliere la definitiva:

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Abbiamo ordinato alcuni campioni di etichetta adesiva al costo di $16.95 da un service di stampa dietro il nostro ufficio. Questo solo per vedere come venivano in reale.

E’ stato un feeling fantastico toccare le etichette e vedere il prodotto che stava prendendo forma.

Dopo che abbiamo visto i campioni locali e siamo stati contenti del risultato, abbiamo mandato il file di stampa al servizio online di stampa etichette adesive StickerGiant al costo totale di $85.56 per 250 etichette autoadesive.

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Abbiamo fatto spedire un po’ di etichette direttamente al dropshipper che le avrebbe applicate ai barattoli di matcha in modo da risparmiarci un po di tempo.

Foto al prodotto con i nostri smartphone

Per rimanere in linea con la natura “economica” del nostro progetto e anche considerando il poco tempo a disposizione, sapevamo che non potevamo usare un servizio di foto professionale. Anche se sarebbe stato ideale, non era un’opzione valida per noi.

La buona notizia è che con la nostra passata esperienza e con blog post tipo questo e questo, sapevamo che potevamo usare i nostri smartphone e un po’ di magia per produrre grandi foto di prodotto.

Abbiamo qui di trovato un posto ben illuminato nel nostro uffucio, vicino alla finestra e abbiamo messo là il nostro barattolo campione su una superficie bianca.

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Con un iPhone 6, abbiamo scattato un po’ di foto a diverse angolature.

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Quando abbiamo avuto una decina di foto circa, le abbiamo esportate sul computer e abbiamo fatto delle modifiche semplici con Adobe Photoshop solo per aumentare la luminosità.

Per avere una bella immagine chiara del barattolo isolato su sfondo bianco abbiamo usato il servizio di rimozione dello sfondo Clipping Magic. Questo ci ha lasciato con un bel prodotto, isolato su sfondo bianco.

Se avessimo avuto più tempo, avremmo potuto mandare le nostre foto a uno dei molti servizi che si integrano con Shopify (PixelzPixc) che rimuovono lo sfondo dalle foto per un costo di circa $2.00/foto.

Qui sotto potete vedere alcune delle nostre foto, prima e dopo.

Prima:

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Dopo:

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Prima:

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Dopo:

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Creare il nostro Ecommerce con Shopify

Poiché vendevamo solo un prodotto senza variazioni, ci serviva un tema che fosse valido per mettere in evidenza un solo prodotto.

Anche se avremmo facilmente potuto usare un tema gratuito dal Shopify theme store, abbiamo deciso di spendere un po’ del nostro budget e acquistare Startup Theme ($180).

E’ bello, facile da modificare e offre un sacco di funzionalità aggiuntive in termini di layout dei contenuti che altrimenti richiederebbero di modificare il codice. Il team di Pixel Union ha fatto veramente un gran lavoro con la realizzazione di questo tema – altamente raccomandato per qualsiasi proprietario di negozio online su Shopify.

Inoltre, volevamo creare un negozio online che chiunque potesse realizzare, così abbiamo evitato qualsiasi modifica che richiedesse di mettere le mani sul codice.

Le componenti chiave di cui avevamo bisogno affinchè il negozio desse l’impressione che volevamo erano:

Dopo un po’ di ore di lavoro, Hello Matcha Tea era nato:

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Creare la pagina prodotto

Le pagine prodotto sono importanti e realizzarle bene è vitale per avere buone conversioni. Questa è la pagina dove la gente fa le decisioni d’acquisto, alla fine. C’erano diverse cose che volevamo evidenziare in questa pagina:

  1. Nome prodotto
  2. Prezzo
  3. Foto prodotto di alta qualità
  4. Quantità (30g)
  5. Descrizione
  6. Istruzioni su come usare il prodotto
  7. Informazioni generali sul tè matcha
  8. Vantaggi dell’uso del tè matcha

Abbiamo creato questa pagina prodotto:

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Questa prima parte del caso studio termina qui.

Nella seconda parte – che pubblicherò nei prossimi giorni qui su Guida Ecommerce – vedremo tutte le attività di marketing che sono state fatte e i risultati di vendita ottenuti.

Cosa possiamo imparare?

Cosa possiamo imparare da questa prima parte del caso studio di Hello Matcha? 

Possiamo imparare che si può veramente creare un business da zero nell’Ecommerce in pochi giorni e che i problemi non sono mai tecnici.

Ci vogliono competenze multidisciplinari (meglio essere in più persona), ma abbastanza medie. E i problemi sono decisamente più organizzativi che tecnici… e sono di più all’inizio di tutto il progetto.

Infatti…

  • Ci vogliono competenze multidisciplinari – Per mettere in piedi questo business di Ecommerce il team (di 4 persone) ha mostrato competenze in termini di capacità di analisi del mercato, conoscenza dei principi di branding, competenza dal punto di vista grafico e di copywriting. Tuttavia, come si è visto, si trattava di competenze abbastanza medie e accessibili.
  • Bisogna trovare soluzioni semplici – Tutte le soluzioni trovate sono state semplici, con l’obiettivo di essere fattibili nel poco tempo a disposizione. Magari non le ottimali, ma comunque buone abbastanza da ottenere un risultato professionale e procedere.
  • Si può fare tutto in poco tempo – Questo caso studio punta sulla dimostrazione che è possibile realizzare un business online di Ecommerce partendo da zero in soli 3 giorni. E ce la fanno.
  • Le difficoltà maggiori sono organizzative, non tecniche – Come si è visto, le difficoltà maggiori sono state organizzative (trovare il fornitore), mentre tutti i problemi e le soluzioni tecniche sono state abbastanza semplici. E in ogni caso concentrate all’inizio del progetto.
  • Shopify è veramente semplice e potente – Il sito realizzato (veramente in qualche ora) dal team è molto professionale, ottimizzato per l’Ecommerce e senza alcun bisogno di competenze tecniche.A proposito di quest’ultimo punto ti ricordo che anche se il servizio Shopify è in inglese, esiste il corso Ecommerce Veloce che ti spiega come usarlo, totalmente in italiano.

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29 pensieri riguardo “Come creare un business di Ecommerce da zero in soli 3 giorni (Parte 1)”

  1. Grazie Marco !
    Case history molto pratica, piena di spunti e risorse davvero alla portata di ogni micro-business.
    Manca il bello : a chi (e soprattutto come) hanno venduto questo prodotto ?

    Ci sarà un seguito ? 😉

    1. Si, ci sara’ la seconda parte che pubblichero’ su Guida Ecommerce nei prossimi giorni. Ma l’ho scritto alla fine dell’articolo… magari lo metto piu’ in evidenza, grazie del feedback.

  2. Divertente. Molto interessante e facile come sequenza operativa. Il problema é il prodotto nel mio caso, molto improbabile, é una cittä, o meglio un modello di cittä. Comunque lo ritengo un esempio da considerare con attenzione e ti ringrazio. Mi sarä utile certamente.

    1. Beh, un modello di citta’ magari non lo vendi con Shopify… ma non e’ detto. Dipende cosa vendi: se vendi informazioni o prenotazioni si puo’ comunque fare con app di Shopify dedicate. In realta’ ormai Shopify e’ diventato una vera piattaforma di publishing per ecommerce. Ci puoi fare veramente di tutto.

      Comunque hai ragione che e’ molto interessante l’approccio semplice e concreto che hanno avuto. La seconda parte sull’internet marketing e’ piu’ complessa, ovvero le competenze che loro hanno non sono banali, ma e’ molto, molto interessante.

  3. Bravo Marco! Ottima l’idea delle case history.

    Questo articolo è uno ottimo schema operativo su come avviare velocemente un ecommerce. Avere una visione dall’alto, dopo averlo letto, mi è molto utile. Mi fa rendere conto di come sia semplice avviare un business.

    Basta volerlo.

    1. E’ proprio cosi, proprio quello che mostra. Come vedrai nella seconda parte dedicata al marketing, ci sono molte cose e anche relativamente complesse, che si possono fare. Ma di nuovo, non sono cose tecniche, ma strategiche e operative.

    1. Grazie! Sono questi i commenti che mi motivano a continuare! Questo progetto Guida Ecommerce e’ nato cosi, veramente alle 2 di notte… ma mi sta appassionando. Ne vedremo delle belle!

  4. Ciao Marco

    avrei una domanda da farti: in questo momento, consiglieresti meglio un’attività “ecommerce” oppure un “infobusiness” (creazione e vendita di infoprodotti)?

    1. Li consiglierei tutti e due, francamente. Entrambi presentano opportunita’ diverse e problemi diversi. Diciamo che e’ piu’ facile (forse) iniziare con un infoprodotto, ma e’ piu’ facile fare soldi importanti con l’Ecommerce.

      1. Ok Marco, te l’ho chiedevo perché avendo acquistato il tuo corso “Guadagnareonlineitalia”, basato per l’appunto, sulla creazione di infoprodotti mi sono ritrovato impantanato nella scelta della nicchia di mercato…
        Da questo, mi era venuto in mente di creare qualcosa a livello di commercio elettronico nel settore alimentare, visto che sono in contatto con un’azienda che potrebbe produrre in Private Label prodotti dolciari…

        1. Devo chiarire 2 cose molto importanti:

          1) quel corso non l’ho fatto io, ma Mark Cannelli. Io ho fatto solo il marketing

          2) Oltre 3 anni fa Cannelli mi ha rubato la mia metà del business, tagliandomi completamente fuori pur tenendo la mia faccia “come suo partner” e tutto il mio marketing (a tutt’oggi è cosi). Quindi non ho nulla a che fare con quel corso che è un esempio di come sia facile imbrogliare le persone su internet (sembra che ci sia anch’io, ma non è cosi).

          Mi dispiace che tu lo abbia acquistato pensando che ci fossi io dietro e che non ti abbia aiutato a raggiungere i tuoi obiettivi.

          Magari con l’ecommerce può andare meglio. Cercherò di mettere informazioni utili in questo sito Guida Ecommerce. In bocca al lupo e scusa se involontariamente ti ho ingannato con quel corso

          1. Grandissimo Maestro Marco De Veglia,
            una grandissima lezione di saggezza e umiltà,
            anch’io sono un “truffato” da cannelli…..ribadisco: da cannelli,
            in realtà questa ammissione pubblica mi ha veramente fatto piacere e ti ha, ai miei occhi, sollevato da ogni responsabilità…..
            in effetti era un piccolo tarlo che mi rodeva nonostante il tuo indubbio valore e memoria storica del web marketing italiano.(vedi webinar con la Grande Anima Italo Cillo).

            Detto questo: finalmente sei salito in cattedra
            e veramente grazie per l’alto valore che ci trasferisci!

          2. Mi dispiace sinceramente di non essere riuscito a pubblicare la seconda puntata prima del weekend, ma ero in viaggio.

      2. …E che mi dici, invece, dell’affiliate marketing?
        Avevo in mente di promuovere un tuo infoprodotto (magari in privato ti dirò quale) che considero un must di quel settore…

  5. È tutto ok Marco!

    Mi hai frainteso, non intendevo dire che quel corso sia stato un inganno, anzi, non mi sembrava fatto tanto male.
    L’unico mio problema era trovare la giusta nicchia di mercato, lì mi sono perso…

    Una curiosità: quando dici “quel corso che è un esempio di come sia facile imbrogliare le persone su internet” ti riferisci solo al fatto che Cannelli sfrutti la tua immagine, oppure vi è dell’altro?

    1. Mi riferisco a quello. Che sembra che io e lui siamo partner e io promuovo il corso, mentre non lo siamo da anni (e lui continua a usare la mia immagine nonostante io gli abbia chiesto di smettere. Ma non ci sono metodi legali pratici per risolvere il problema). Il corso era valido (a parte la voce monotona di Cannelli), per questo avevo accettato la sua proposta di fare una partnership e occuparmi del marketing. Cose passate… ma mi da’ sempre fastidio sapere che la gente venga comunque ingannata in questo modo.

  6. Caio Marco! Complimenti per la dettagliata spiegazione… Story telling che ti tiene incollato fino alla fine… Non sapevo che fossi così bravo a scrivere😂😂😂 Ora attendo la seconda parte! Promuovere e Vendere!!!😉

  7. Ciao!! Premetto con il dire che l’articolo è strepitoso. La cosa che mi piacerebbe sapere è come funziona il discorso della spedizione 😃😃 grazie anyway

  8. Questo studio mi piace…è duplicabile, è testato, e si può procedere anche per correzione di errori, visto che è così ben strutturato!
    Un grande esempio, e la convinzione sempre più forte che la competenza “saggia”, autorevole e vera venga da Marco De Veglia:-)

  9. davvero interessante questo caso. Davvero semplice, pulito e lineare.
    Leggendolo mi sono sentito un pò un idiota al pensiero che io nel mio negozio bio vendo 50 grammi di matca biologico per 10 €.
    Adesso devo andare online mi son detto, ma con un sito fatto bene! Mi hai convinto Marco, grazie!

    1. Esistono, anche se non tanti (e nessuno ti impedisce di fare il business all’estero con dropshipper esteri).

      Comunque in Ecommerce Veloce c’è tutta una sezione del corso dedicata al dropshipping e appunto con indicate le migliori soluzioni in italia.

  10. Ciao, con questo casostudio, dai proprio la strada giusta per avviare un business. Ho un blog che voglio agganciare il mio E-commerce alla vendita delle materie prime, mi dai un consiglio ?
    Ho assistito al webinar, e entro oggi mi iscrivo.
    Ti ringrazio e ti auguro buona vita.
    Salvatore

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